Tonelli Laura

Laura Tonelli
sono nata a Roma nel 1941 e vivo a Mestre dal 1965. Dopo il diploma in ragioneria, nel 1975 sono diventata catechista di ragazzi e poi animatrice di gruppi di adulti ed ho iniziato a studiare Teologia e Biblica, prima come autodidatta e poi diplomandomi nel 2003 all’Istituto Superiore di Scienze religiose presso la Pontificia Università Santa Croce di Roma. Sposata nel 1965 con Luciano Semenzato, ho quattro figli: Federico, Angelica, Eugenio, Oiviero; e tre nipoti: Edoardo e Jonathan Semenzato, Sebastiano Salerno. Medito speranza, ed. Il Filo, è la mia prima pubblicazione (2007), il cui ricavato è destinato alla Caritas Parrocchiale di Zelarino. E’ uscita il 26.11.08 la seconda raccolta di poesia: Balbett’…io, ed. Maremmi Editore- Firenze A dicembre 2009 esce Eventi, Ed. IBISKOS-ULIVIERI per autofinanziamento della Caritas Parrocchiale di Zelarino. Il 23 giugno 2010 esce Dal profondo intimo, ed. Gruppo Albatros Il Filo

 

30 GIUGNO 1941:

 Qualcuno, armato di vita,

fuori m’ha spinto, dalla

tiepida culla:

 

da mia madre.

 

Un brivido di solitudine

m’assale:

sono una, fuori dalla

calda ovatta del ventre

 

di mia madre.

 

Non vedo ancora il mondo,

ma ne sento

i bisbigli, i rumori, le grida;

disturba la mia quiete,

m’è caduto addosso

il mondo.

Subito qualcuno m’ha

maneggiato, lavato, accarezzato:

posso dormire, ora,

accanto, non dentro,

 

mia madre.

 

Il suo respiro riconosco,

la sua morbidezza riconosco;

posso non temere:

tutto è cambiato, tranne l’amore.

 

 

Vent’anni dopo

In compagnia di Cardarelli,

con la eco di Garcia Lorca,

“a lo cincos de la tarde”.

vestiti dalla Primavera di Grieg,

sull’antica marmorea panca sedevamo,

tu Claudio, io Laura,

a piazza dei Cavalieri di Malta.

Dalla bellezza rapiti,

nella toppa del maestoso portone

la michelangiolesca Cupola,

di storie eroiche profumata

fermammo l’attimo fuggiasco,

fuggiasco,

inseguito ancor oggi.

L’amore intatto negli occhi nostri,

puliti,

lontano è il mondo rumoroso

dal silenzioso nostro dialogare.

Passeggiavamo solitari

lungo la Via, la più bella del mondo:

l’Appia, antica, viva,

nella nostra nostalgia.

Tutto vero credevamo,

consci di vivere il frammento

del Motore universale,

che tutto muove,

tutto illumina,

tutti immortala.

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