Furlano Renzo

Renzo Furlano

Nato nel lontanissimo 1957, cullato dalle dolci colline di S. Daniele del Friuli (UD), strapazzato da un’infanzia non troppo felice, instancabile promotore di iniziative culturali. Piccolo editore con una trentina di pubblicazioni con le Edizioni Culturaglobale, 22 mostre d’arte nazionali ed internazionali, otto edizioni del premio letterario internazionale “Vileg novella dal Judri” (insignito della medaglia d’argento del Presidente della Repubblica Italiana Ciampi), concorso di poesia “Filari in versi”, Festival dei sensi, 4 edizioni del Festival Itinerante Internazionali di Poesia “Acque di acqua”, 6 edizioni del Festival del libro e dell’informazione Cormònslibri, oltre 200 presentazioni d’autori, reading di poesie, manifestazioni musicali, teatrali e danza, convegni, ecc. Cura i siti:

http://www.culturaglobale.it/, http://www.renzofurlano.it/http://www.festivalinternazionalepoesia.it/,

Sue poesie sono state premiate e segnalate in diversi concorsi nazionali ed internazionali e tradotte e pubblicate in tedesco, ceco, macedone (in cirillico), ungherese, friulano e sloveno. Sue videopoesie hanno ottenuto il primo premio e segnalazioni di merito al Premio Letterario nazionale “G. Malattia” di Barcis (PN). Ha collaborato con i quotidiani “Il Messaggero Veneto” e “Il Piccolo”.

Bibliografia
Video poesie
“Fiocchi di speranza” segnalata al Premio G. della Malattia – Barcis Pn 2003
“Immagine” 1a classificata al Premio G. della Malattia – Barcis Pn 2004
“(R)esistere” 2a classificata al Premio G. della Malattia – Barcis Pn 2004

Pubblicazioni
Antologia Città della Spezia del premio internazionale omonimo, ed. Nuova Spezia, La Spezia 1999; Antologia Cinque Terre del premio internazionale omonimo, Centro Culturale La Magra, La Spezia 1999; Antologia Il Porticciolo 2000 premio nazionale omonimo, Centro Culturale Il Porticciolo, La Spezia 2000; Antologia Navigando nelle parole, ed. Il Filo, Roma 2003; Navigando nelle Parole, ed Il Filo, Roma 2004; Antologia Città di Salò del premio internazionale Riviere del Benaco patrocinio Presidenza della Repubblica, ed. Ibiskos, Empoli 2004; Segnalato al Premio di poesia in onore di David Maria Turoldo 3° edizione 2004; Antologia I poeti del S. Domenichino del premio internazionale di poesia, Centro Culturale S. Domenichino, Massa 2004; Segnalato al Premio di poesia in onore di David Maria Turoldo 4° edizione 2005; Premio Letterario Gioia Turoldo Malnis, 2006 fuori concorso inserito nell’antologia; Antologia poetica La folle stagione Lisi Editore, Taranto 2007; Antologia Volontari contro il dolore Oristano, 2007; 3° Premio Concorso di Poesia Capannoli Pisa, 2007. con lettura durante la cerimonia delle premiazioni; 4° Premio Concorso Nazionale Poetare è d’amore, Ruvo di Puglia, 2009 – inserito nell’antologia

Conosco Renzo Furlano da quasi vent’anni, ma in alcun modo mi sono abituato allo straniamento o allo scarto che produce ogni conversazione con lui. Egli sembra davvero che legga gli accadimenti con occhi differenti dai nostri, che osservi il mondo da un periscopico punto strategico, assolutamente diverso da quello di tutti gli altri. Anche quando scende nelle profondità dei suoi ricordi riemerge con immagini inconsuete o mai viste.
Lo vediamo bene in questa raccolta poetica, lo leggiamo nei suoi incantamenti lirici verso tutto ciò che è bello (ma anche diversamente brutto), lo comprendiamo dal suo malcelato stupore e dalla sua indignazione civile mai soffocata, lo percepiamo dalla magistrale abilità con cui si tiene lontano dai luoghi comuni, da come sa dar voce al proprio cuore, alla sua sconfinata sensibilità.
Un filo sottile lega molti dei suoi componimenti di questa raccolta, un legame che ha a che fare con il tempo e con la metamorfosi. Furlano dedica un’intera sezione alla crisalide, e allora che cos’è una crisalide se non la trasformazione di qualcosa in qualcosa d’altro. Un cambiamento nel tempo che scandisce il prima e il dopo, un tempo nel quale “tutto scorre”, come direbbe Eraclito, e nel quale tutto cambia. E’ proprio su questo mutamento che Furlano si concentra. E lì resta sospeso e spaesato, fluttuando in suspance, incapace di fermare l’attimo per dire qualcosa di definitivo. I suoi sembrano versi provvisori messi lì per raccontare una vita altrettanto precaria.
Un altro itinerario di lettura ci porta con Renzo Furlano a ripercorrere le orme di altri grandi poeti. Alcune liriche sono esplicitamente dedicate a Morandini a Ciani a Bartolini, altre ancora riecheggiano implicite influenze talora romantiche (Leopardi) talvolta decadenti e crepuscolari (Pascoli), ma in ogni caso in questi versi emerge urgente e prepotente lo sconfinato amore del poeta per la poesia, ma anche l’adesione emozionale del “fare poesia”, ovvero la dolente gioia dell’essere egli stesso “poeta”. Insomma queste liriche non sono altro che un omaggio verso tutti coloro con i quali Furlano ha corrisposto, con i quali ha conversato di poesia e di molto altro ancora.
Alessandro Pesaola

Una lettera di Elio Bartolini

S. Marizza di Varmo, 27 dicembre 2005
Caro Furlano,
le sue liriche – quelle che mi ha inviato – mi sono sembrate sempre di notevole, a volte alto, livello. Lei le affida soprattutto al sentimento e alla sua forza persuasiva, talvolta però poco controllata dal punto di vista più propriamente tecnico. Le consiglio – se di consigli mi ritiene capace – di lavorarle specialmente sotto questo aspetto, che è importante, mi creda.
Grazie degli auguri che ovviamente ricambio.
Suo
Elio Bartolini

Una intimità che si fa confessione. La poesia come epifania del vivere. quasi sottovoce. Per sentire meglio.
Giovanni Fierro

Come fili stanchi
Quanti fili ho appeso all’albero della vita
nel trascorrere di stanche lune mute
cercando la parola amore
nel dizionario vuoto dell’umanità
attraversando con ansia boschi di pioppi
bagnati da nebbie di città sporche
buttando sogni bambini
dentro arcobaleni sconosciuti
interrogando il mondo nei fotogrammi
di un film che non avrà spettatori
assistendo ogni minuto con rabbia
alle ingiustizie subite dall’altro.

Che il viandante, il saggio, il giusto
mi indichino la strada per la festa degli umili
mentre la farfalla lieve sul fiore rosso
riposa nel futuro già morto
e i filamenti d’argento appendono
sulle labbra le parole
il vecchio albero sopraffatto dal tormento
inesorabilmente cadrà

Come un soffio
a Luciano Morandini

Ho inseguito
molti pensieri
camminato nella speranza
di sogni spezzati
in una stretta strada
impolverata
come sospesa
nell’attesa
della brezza
fredda
che rischiara
la realtà.

Ho cercato
ciò che
sembrava
Amore
in ogni altrove
in ogni momento
nel vento
nel mare
su nel blu
in una donna
nel tempo
t’attendo.

Ho presunto,
e sbagliavo,
nel dirmi importante
volevo
oh io, piccola formica,
lasciare orma
del mio breve cammino.

Leggero
come il trastullare
di una foglia
che cade nell’ultima stagione

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...