Cossu Marinella

Marinella Cossu è nata a Venezia. Ha pubblicato varie raccolte poetiche tra cui: L’anima lo sa (Ibiskos Ulivieri 2006), Galassie (2007), L’estate dei cardi stellati (2008), Imago (2010); e Bellariva, in Quaderni di poesia e di studi letterari Alcyone 2000 (2011). E’ presente anche nell’opera Poeti italiani scelti di livello europeo (2012). Si dedica agli studi filologici e alle ricerche del filologo Giovanni Semerano. Le sue liriche hanno ottenuto diversi premi fra i quali l’Internazionale “Città di Venezia” e sono inserite in varie antologie Italiane. Rilevante il I premio conseguito nel Concorso Internazionale “Anna Achmàtova” di San Pietroburgo nel 2009. Sue poesie sono state tradotte in russo ed in tedesco e pubblicate in antologie bilingue.

 

 

LA MIA CITTA’ SOGNO

Venezia,

tu non guardi,

tu vedi!

Androginia ideale,

radice e foglia,

corpo capace di baciare…

L’odore del velluto,

della cipria,

delle tende…

E stemperi

i volti

città al ciel uguale!

E nel languor della seta

arde il nostro

sacro mestiere.

AMICO TI CONOSCO

Amico ti conosco,

riconosco in te l’uomo

di tutti i miei pensieri.

Ma dolce mi coglie

una veloce vertigine,

capirti vorrebbe come intendi.

Ma rovina nelle cose terrestri

e prima che io

ti raggiunga,

dolci tuoni rapidi

ricevo dal cielo

in nubi dorate

di pioggia.

E divengo aquila,

mi sciolgo nel vento

e un’aria leggera

avvolge d’incanto i miei sensi

e le tue labbra gentili

mi si aprono

e mi spirano l’alito amante.

Nessuno costrinse l’antico amante.

ma il suo ordine è eterno

e io non lo confondo

e dentro il tuo nome mi agito.

LE NOSTRE ANNATE

Le nostre annate vanno oltre

queste rovine

e scruto un consiglio.

E ancora consolano

le profetiche mamme

ma muto è il Signore.

Vaga nella notte (senza il Signore)

la nostra stirpe

e ognuno ascolta sé solo.

Lavorano molto alcuni

e perdura la pena

dei poveri.

Nessuno

fuggirà al giorno

di vergogna.

Ma tu, o Signore, fa che

suonino spesso nell’anima mia

le tue onde,

il linguaggio

che torna

e diviene.

E se lo smarrimento

travolge il viver mio,

fa allora che io pensi

al tuo mare profondo.

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