Nava Giuseppe

Giuseppe Nava è nato a Como nel 1981 e vive a Trieste.
Nel 2008 ha pubblicato la raccolta di prose poetiche Un passo indietro per l’editore LietoColle.
Nel 2009 ha vinto il premio nazionale di poesia DePalchi-Raiziss. Suoi testi sono stati pubblicati sulla rivista «InPensiero»,
su vari siti e portali online (tra cui AbsoluteVille e Poetarum Silva) e in alcune antologie.
Fa parte della redazione della rivista di letteratura «Bollettino ’900» e ha partecipato alla realizzazione di antologie ed eventi di poesia.

 

in una trincea da poco occupata

di fronte alle posizioni nemiche

nascosto dietro sacchetti di terra

colpito allo scoppio di una granata

da un sasso sulla spalla o neanche

si allontanava senza permesso

il soldato c.f. da volterra

usando il fucile in suo possesso

si sparò così durante il percorso

all’indice della mano sinistra

essendo consapevole egli stesso

non essere bastante al soccorso

la scusa del dolore alla spalla

non presentando contusioni questa

è chiaro che con dolo egli volle

così pensatamente e consciamente

lesionarsi per lasciare il posto

abbandonare sottrarsi a quelle

operazioni di guerra imminenti

e considerando la sua condotta

di cattivo e codardo sottoposto

da spingere a colpi di moschetto

al combattimento all’avanzata

non sia usata alcuna clemenza

ma anzi che di esempio perfetto

della disciplina necessitata

sia la pena per il reato commesso

la morte con fucilazione al petto

 

 

 

[la relazione del generale]

 

un mezzo idiota cattivo d’animo

nell’insieme un pessimo soldato

l’S. ha ripetutamente tentato

di raggiungere la trincea nemica

 

e cadde più volte al fuoco preciso

a cui fu sempre fatto segno

l’ultima volta a men di mezzo metro

da una feritoia di mitragliatrice

lì rimase immobile un braccio teso

e non dette più alcun segno di vita

 

i tiratori spararono ancora

sul corpo immobile

 

quindi b.d.

tenente comandante la sezione

mitragliatrici leggere del fronte

fece portare nei pressi del varco

una mitragliatrice pistola

che in ottime condizioni di tiro

poté sparare altri caricatori

sul corpo immobile

 

poi con la nebbia

l’aspirante c.s. con altri quattro

dei suoi arditi seguì il percorso fatto

dal disertore verso il nemico

coperti dal fuoco delle vedette

riuscirono a portarsi quasi sotto

le postazioni avanzate del nemico

 

non essendo più recuperabile

il corpo del codardo disertore

appostati fra le rocce gli arditi

spararono parecchi caricatori

e lanciarono cinque bombe SIPE

sul corpo immobile

 

dimostrandosi

fieri della gloria della brigata

gelosi delle belle tradizioni

eroiche del reggimento orgogliosi

di essere militari che combattono

e non tradiscono la sacra patria

i suoi compagni non hanno esitato

a fulminarlo ai piedi della linea

nemica prima che mettesse in atto

il bieco proposito di tradire

 

la giusta vendetta dei compagni

raggiunge sempre come questa volta

i vili senza onore traditori

sul corpo immobile

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