Lucia Gazzino

Lucia Gazzino, nasce il 13 dicembre 1959 a Udine. Poetessa sin dall’adolescenza diviene in seguito traduttrice di testi storici e poetici, si è occupata di scrittura creativa ed ha scritto testi per video didattici. E’ fra i dieci traduttori di “In Danger – a Pasolini Anthology” curata dal poeta laureato Jack Hirschman; ha trasposto Duhuor an Luna di Aldo Clodig dal Beneciano, e tradotto l’antologia tibetana The Kid’s Way. Collabora con riviste di arti performative italiane e americane. Scrive in Italiano, Friulano e in Inglese. Sue poesie sono state premiate e sono apparse in numerose antologie poetiche nazionali ed internazionali; è stata tradotta in tedesco dal filosofo Raphaël Käser, in Inglese dal poeta Micheal Daley, in Gallese dallo scrittore Harri P.Jones e in Sloveno da Margherita Trusgnach. Vive nella campagna Friulana

 

Pubblicazioni:

Fiori di Papiro, Firenze Libri Editore, Firenze 1988

La casa delle carte – La Cjase des Cjartis, Aura2 Editore, Udine 2002

Alter Mundus – Lietocolle Editore. Parè – Como 2004

Babel. Oms, feminis e cantonîrs. La Vita Felice Editore, Milano 2012

Alter Mundus, trad. di Michael Daley, Pleasure Boat Studio: A literature Press, Publisher, New York, 2013

Video poetico

Viaggiatori senza Valigia, Arte Video, Palmanova 2002

 

 

Forse le spose piangono

sui loro vestiti bianchi

che nubi oscure oscureranno

piangono su figli

che non verranno, che se ne andranno

confondendo lacrime a pioggia,

pioggia a vento

amore a dovere.

 

da La casa delle Carte. Le Cjase des Cjartis, Aura 2 Udine, 2002

 

 

POETIS

 

I poetis a son dome olmis

lis poesiis fantasims

in gnots cence stelis

in gnots cence lune,

volint jessi

lune e stelis,

a brusin intal ajar

che nol bruse

 

I poeti sono solo ombre/le poesie fantasmi/in notti senza stelle/in notti senza luna/cercano/di/assomigliare/a luce e stelle/bruciando nel vento/che non brucia.

 

 

da Babel, oms feminis cantonîrs , La Vita Felice Editore, Milano 2012

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

BLU

A sbrissin i vistîts lizêrs

sbregâts, dismembrâts

de aghe sglonfe di Utubar

La tô ultime cjase :

ramaçs secs

e alighis di roie

e un cûr sul cuel

e un e cuarde ator dal cuel

e vergulis blu

i toi ultins vistîts lizêrs

Un cuarp pûr

sporcjât dal flât di chei oms

che no domandavin nancje il to non

La ultime olme

des lôr scarpis pesantis

sul to cûr

e vergulis blu

e lavris blu

e muse cence voi

e aghe, aghe

i toi ultins vistits lizers

 

 

BLU*

Scivolano gli abiti leggeri /strappati, smembrati /dall’acqua gonfia di ottobre /Rami secchi /alghe di torrente/la tua ultima casa/un cuore al collo un laccio al collo/e lividi blu i tuoi ultimi/vestiti leggeri /un corpo puro/lordato da uomini /che non chiedevano/neppure un nome /L’ultima impronta/delle loro scarpe pesanti/sul tuo cuore/e lividi blu/e labbra blu/e viso senz’occhi/e acqua, acqua/i tuoi ultimi vestiti leggeri

 

 

Udine, 11 Ottobre 2004. Una prostituta è trovata strangolata ed affogata nella roggia fuori città

 

da Babel, oms feminis cantonîrs , La Vita Felice Editore, Milano 2012

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Beslan 2004

 

“prime lis feminis e i fruts”

trinceis umanis

cjavai di Frisie,

di gjambis e braçs

e piel e sanc

e sbrendui di nuie

nissune regule

inte tô scuele di muart

nissun Diu

nissun om

 

 

“prima le donne e i bambini”/trincee umane/cavalli di Frisia,/di gambe e braccia/ e pelle e sangue/e brandelli di niente/nessuna/regola/nella scuola di morte/neppure un dio /neppure l’uomo

(Beslan 2004)

 

da Babel, oms feminis cantonîrs , La Vita Felice Editore, Milano 2012

 

 

 

 

 

 

 

 

 

14 Luglio

Le foto dei morti

finiscono per essere

ninnoli da spolverare

su mobili consumati

consumano i giorni

guardando sbiaditi

 

Finiscono, poi, in cassetti

dimenticati quando

noi prenderemo il posto loro

su mobili consumati a consumare

i nostri giorni

sbiadendo nell’oblio

 

da La casa delle Carte. Le Cjase des Cjartis, Aura 2, Udine 2002

 

 

 

NUVOLE

 

Si sussurrano i segreti

alla propria anima

e nel suo continuo svanire

nel suo continuo smarrirsi

i segreti stessi

si fanno nuvole

e le nuvole

rendono il cielo meno solo

 

da Alter Mundus, LietoColle, Parè (Como) , 2004

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