Salamant Claudia

Claudia Salamant ha vissuto la sua infanzia nella valle del Judrio, lungo il confine fra Italia e l’ex Jugoslavia, un confine che ha lasciato profonde tracce nella storia delle Valli del Natisone. Ora vive a Cividale del Friuli.
Insegna presso l’Istituto Comprensivo Statale Bilingue con insegnamento italiano-sloveno di San Pietro al Natisone, unica scuola in cui si insegna lo sloveno nella provincia di Udine,
opera attivamente nell’ambito delle associazioni della comunità slovena della Provincia di Udine.
Scrive nel dialetto sloveno parlato nella Valle del Judrio.
Ha partecipato a diversi concorsi letterari.
Sue opere sono pubblicate nell’almancco Trinkov koledar ed in altre raccolte.

Sono nata a Cividale e fino a undici anni ho vissuto a Salamant, piccolo paesino della Valle dello Judrio, poi mi sono trasferita a san Pietro al Natisone e successivamente a Cividale.

Scrivere, per me, è l’unico modo che ho per essere presente in mezzo agli altri, per lasciare un segno (minimo) che si trasforma in parola e suscita emozioni.
Scrivo soprattutto della mia infanzia. Attraverso la scrittura, i ricordi ( a cui sono molto legata) diventano ancora una volta immagini, realtà nella mente. Le emozioni racchiuse nelle parole generano nuove emozioni; la parola buio scompare perché la scrittura restituisce luce a ciò che è stato, illumina i pensieri.
La scrittura dà spazio a piccoli attimi vissuti in luoghi che sembrano dimenticati da tutti, ma che diventano luoghi di tutti coloro che, leggendo, per un momento li visitano.
La scrittura permette anche di affrontare problemi attuali e di sensibilizzare; credo che la noncuranza e la negligenza siano i mali peggiori.

San se rodila v Čedadu. Do 11 liet san živiela par Salamante, majhana vasica v Idarski dolin, potle san se preselila v Špietar an še v Čedad.
Pisat, za me, je sama možnost za bit prisotna med drugimi ljudmi, za pustit kiek ki rata besieda an čustvo.
Pišem o mojih otroških liet. Kar pišem spomini ratajo še ankrat resnica an oživiejejo v pamet. Čustva skrite v besiedah rodijo nove čustva. Besieda tama izgine, pisanje da luč preteklosti an sveti v pamet.
Mislin de kar pisen, tud nekateri majhani an zapuščeni prestor, ki se zdijo brez pomiena, so (četud samuo za kajšan trenutek) obiskovani an takuo oživiejejo.
Pišen tud o današnjih stvareh an od našega čudnega življenja. Mislin, de nezanimanje do drugih an pozabljenost so zelo huda boliezen današnjih dni.

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