kovacevich duska

1013984_261756207315783_293984563_nDuska Kovacevic è originaria di Rijeka, Croazia. Vive in Italia da molti anni. Scrive (romanzo “L’orecchino di Zora” – Eks&Tra, 2007; raccolta di poesie “Un seme di luce” LietoColle, 2013; poesie e racconti presso diverse antologie, raccolte, riviste, blog).
E’ attiva in ambito teatrale, sociale, multiculturale.

… CORAGGIO

per mancanza di coraggio
non ho detto “ti amo” quando andava detto
e l’ho fatto invece quando non avrei dovuto
non avevo il coraggio di perdere la parvenza di rifugio
che dire o non dire quelle parole mi creava

per mancanza di coraggio
ho vissuto come un ostaggio
della mia stessa paura
ho costruito muri, io, con la paura
poiché lei è una costruttrice abile
e si spaccia per l’indispensabile
mentre ti mura vivo

per mancanza di coraggio
io viaggio
con il freno a mano tirato
e per mancanza, di coraggio
dipingo le tele con tanto grigio

per mancanza di coraggio
mi sembrava saggio
fingere di essere saggia
laddove la mia ignoranza era alle stelle
belle
ma il loro fascino sfuggiva
alla mia manchevolezza

per mancanza di coraggio
rincorrevo le rime baciate
là dove, al posto del bacio,
andava meglio uno schiaffo

per mancanza di coraggio
il mio “mea culpa” era eretico
lo porgevo, come un fiore
laddove avrei dovuto offrirlo
solo dopo aver sferrato un pugno

e comprendevo la profondità
della mancanza di coraggio
dai solchi che le mie unghie
formavano sul palmo della mia mano

e anch’essa, talvolta
rimaneva serrata
dinanzi a chi
magari come me
per mancanza di coraggio
avanzava coraggiosamente
verso quel niente
che si insegue
e si incontra
e si sente
quando il coraggio di vivere
è inferiore al coraggio di vivacchiare
e sonnecchiare
e cagare
piuttosto che dire:
io ho il coraggio di ammettere
che nelle tasche tengo paura

io ora ho di coraggio di sbriciolarla
e tu, che fai, insegui le mie tracce?

Uffa

Provo
lo strappo
nel vedere vuoto
vuoto dietro tanto
sarò cieca io
sarò vuota dentro
sento serpeggiare
qualcosa si sveglia
è al sapore di nausea
gravida in quanto grave
non purtroppo incinta
piuttosto piena di vuoto
o almeno sorda
vomiterei
persino lei
la poesia
è stata sparata
ha scoperto il segreto
il mondo, tutto sommato
insegue il vuoto
forse desidererei
stendermi accanto a lei
non fosse prematuro
non fosse la morte
nient’altro
che un passaggio
verso
altro
niente
o forse tutto
ma ben nascosto
e cosa me ne faccio
del sollievo di game over
se poi tocca rifare
questa
partita
buffa
uffa!

VORREI

Vorrei trovarmi tra i tuoi pensieri
Appena apri gli occhi, ad ogni nuovo nascere dell’alba
Per porgerti un sorriso, come un fiore
E poi mescolarmi con la tua ombra
Per accompagnarti, discreta e dolce, lungo la giornata
E quando il cielo si veste di stelle
Vorrei trasformarmi in un bacio e coricarmi sulle tue palpebre

E vorrei subire queste metamorfosi:
essere pensiero, sorriso, ombra e bacio
quotidianamente, ad oltranza

QUESTA MINESTRA E UN PO’ RANCIDA E IO HO FAME, AMORE

Che infausta impresa che abbiamo compiuto insieme
Seme
Di una possibile crescita comune ha fatto pietosa cilecca
Stecca
Questo monco verso nel quale cerco di affogare la rabbia
Sabbia
Quella che si dilegua nella clessidra del nostro pio amore
E nella quale ti lascerei per sempre a prendere il sole e l’aria
Non era l’aria che sempre ti mancava?!

Tu vivacchi donando le frottole alle zitelle che chiami stelle
E loro ti donano versi, intensi e perversi, credendosi belle.

Nei tuoi profondi occhi bugiardi mi rispecchiavo bella anch’io
Oh Dio
Se rompo lo specchio, finisce che mi attendono altri sette anni uguali?
Frugali
Erano i pani quotidiani che noi due abbiamo condiviso sinceri
Speri
Che io trovi qualcuno che davvero mi merita, certo, è la verità
Anch’io spero tu incontri una, con un bel manrovescio preciso
Da posare su quel nasino carino!

L’amore è una condivisione di intenti e, mentre menti, stoni
È piena di note stonate la tua sonata, inutile che me la suoni.

Sparisci da sotto la mia finestra
Respiro a stento mentre resta vivo
Soltanto un attimo di tolleranza
E poi la spia si tingerà di rosso
Vorrei, ma non posso
Trattenermi dal tenerti
Eppure questo cielo in una stanza
Io con te no che non l’ho toccato!
Tocco invece i punti del non ritorno
Torno sul punto soltanto per dirti
Grazie
Per l’ispirazione che schizza da tutti i pori
Ci sono tante poesie quanti amori
Vinciamo noi, l’abbiamo scritta più brutta!

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