Maurizio Benedetti al Caucigh


tn_benedetti17 APRILE ore 21.30
vERsO Spettacolo di Elsa Martin e Marco Bianchi e il poeta MAURIZIO BENEDETTI
Elsa Martin: voce, percussioni
Marco Bianchi: chitarra classica, effetti

Benedetti Maurizio
è nato a Berna il 17-9-1968 e vive ad Ara Grande, frazione di Tricesimo (UD). Ha pubblicato nel 2006 la raccolta breve “Lontano da chi ascolta” per l’editore “Sottomondo” di Gorizia e, sempre per il medesimo editore, il libro “So distruggere il mio dio” nel 2008. Nel 2010 ha pubblicato per l’editore “Kappa vù” di Udine il libro “Bionda salamandra e altre poesie”. Ha fatto parte della redazione della rivista “Corrispondenze & Lingue Poetiche” edita dalla Kappa Vu di Udine e partecipa con continuità a letture pubbliche dei suoi testi. È direttore Artistico del Festival di poesia “PoetARE”, che si tiene annualmente dal 2008 ad Ara di Tricesimo. Nel 2009 ha vinto il “Trieste poetry slam” e si è classificato secondo assoluto al Premio Nazionale di poesia per inediti “Ossi di seppia” che prevede la pubblicazione su antologia per i primi quattro autori classificati.

La personalità di Benedetti traspare con prepotenza dai suoi testi poetici, che già dalla prima lettura appaiono strutturati su uno stile decisamente originale. Come giustamente nota Antonella Sbuelz nella sua postfazione la sua opera prima, “So distruggere il mio dio” ed. Sottomondo Gorizia, emerge il quadro di un mondo raddensato e imploso nel suo rifiuto di un unico centro, e lo fa attraverso una lingua onirica, a tratti frammentata, a tratti cristallina. Nei testi si succedono immagini ed associazioni ai limiti dello sperimentalismo e del surrealismo, “”passeggino senza cranio/ tegoline di carbonio”, “l’incantesimo ormonale che profana le tue tombe”, “biciclette da parati / su nuvole d’anguilla”, per citare solo alcuni fra gli innumerevoli esempi. Se l’effetto spiazzante di questa scrittura è da subito notevole, sarebbe però errato limitare la poesia di Benedetti ad un esercizio ben riuscito di associazioni improbabili. Dietro ad esse infatti è presente ed evidente un lavoro di costruzione del verso importante, sia dal punto di vista ritmico, che da quello dei contenuti. La scrittura diventa uno strumento per evidenziare, in modo a volte paradossale, le incongruenze del reale, scavare nel mondo dell’incomunicabilità, o addentrarsi ai limiti di quella che non è esagerato definire protesta sociale. Viva è infatti la denuncia di un tempo che vive per serializzare, dove gli individui si perdono nella moltitudine di stimoli del sentire collettivo, mentre il tessuto sociale “non pensa alla catastrofe se l’uomo è indifferente”. Ecco allora che Benedetti utilizza la sua capacità innata di superare le apparenze per testi che si configurano come autentica opera di meditazione e scavo, e la sua ricerca diventa espressione di una umanità che si libera delle costruzioni che la incrostano per riappropriarsi dell’individualità pensante, del “buio distillato / che solo la tua mente / sa togliere dal mare”. Francesco Tomada

“Quante parole contiene una parola?
E per ognuna più significati.
La parola vERsO si può scomporre in ore, ero, servo, reso, reo, rose, eros, so, se, reo, vo,vero, … ed il tutto dà “verso”, come la parte di una poesia, come un suono e richiamo come la direzione in cui vogliamo accompagnarvi con la nostra musica…”
Chitarra e voce presenta lo spettacolo “vERsO” omonimo dell’album finalista alle Targhe Tenco 2012 e terzo classificato al Premio Nazionale Città di Loano 2013, definito dalla critica come “una tra le migliori sorprese del 2012, piccolo capolavoro si bellezza stilisticamente creativo, che contiene personalità e sentimento .”
Brani della tradizione popolare friulana si alterneranno a composizioni originali in italiano e friulano nell’intento di esprimere l’intenso e complesso mondo friulano di oggi come sintesi fra tradizione e innovazione. Un canto morbido e al contempo funambolico e giocoso, le evoluzioni armoniche che richiamano le sonorità più ricercate della world music, una forza interpretativa amplificata dall’uso del friulano e gli eleganti fraseggi strumentali jazz, rendono vERsO un album ed uno spettacolo originale e creativo, dalla bellezza inaspettata. Tradizione e innovazione convivono e dialogano: radici profonde, un materiale ricco dal quale attingere con attenzione e sentimento (il titolo dell’album racchiude il verbo “ero”, chiaro riferimento al passato) a cui accostare l’innovazione rappresentata dal verso, la direzione da intraprendere.
Un percorso artistico di alto livello quello di Elsa Martin e
Marco Bianchi (duo attivo da molti anni sulla scena nazionale) dove non mancano tappe significative, ultima tra cui, la vittoria assoluta del Premio Parodi 2012, premio internazionale dedicato alla world music, del Premio della Critica, e del Premio Miglior Musica e le già menzionate finali alle Targhe Tenco 2012 (Opera Prima) e al Premio Nazionale Città di Loano 2013 .Ricevono la menzione speciale come miglior Interpretazione al Premio Bindi 2013. Si classificano al2°posto al Biella Festival 2013. Diplomati in musica jazz col massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio di Klagenfurt (A), hanno già avuto modo di confrontarsi con personalità di fama nazionale ed internazionale (Rosa Passos, Karen Asatrian, Giò Di Tonno, Valter Sivilotti, Oscar Del Barba,..) e di esibirsi in tutta Italia e all’estero in prestigiosi contesti (Festival jazz delle Canarie, l’European Jazz Expo a Cagliari, Sonal’aba, Rebeccu Film Festival, Negro Festival, Folkest, Carniarmonie, Canzoni di Confine, NoteNuove, Festival Jazz di Linz, Trimpanu Fetival, ..) oltre che di farsi apprezzare dal grande pubblico come supporter di artisti di fama internazionale come Alice, Al Di Meola, Antonella Ruggiero.
Attualmente Marco Bianchi è in scena come chitarrista nello spettacolo teatrale “Father and Son” che vede come protagonista Claudio Bisio. Il tour, iniziato a gennaio 2015, calcherà i palcoscenici più importanti delle città italiane”.

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