“ACQUE DI ACQUA” ospite AL JAZZ CLUB CAFFE’ CAUCIGH


RASSEGNA_CAUCIGHIl FESTIVAL ITINERANTE INTERNAZIONALE DI POESIA&MUSICA “ACQUE DI ACQUA” Culturaglobale Cormons
Ospite della RASSEGNA MUSICALE AL JAZZ CLUB CAFFE’ CAUCIGH i venerdì alle ore 21.30
9 GENNAIO
Gaetano Valli e Fulvio Vardabasso e il poeta GIOVANNI FIERRO
Tributo ad una delle figure più prestigiose della chitarra jazz che recentemente ci ha lasciato: Jim Hall. Saranno eseguiti brani originali ispirati al suo stile, sue composizioni e standard da lui interpretati.
GAETANO VALLI – Ha studiato essenzialmente da autodidatta partecipando ai seminari di Umbria Jazz e Siena Jazz (‘92)(‘93) Tra i suoi insegnanti: Sandro Gibellini, Tomaso Lama, Rick Peckham, Amedeo Tommasi e Marco Castelli. Ha inoltre frequentato i seminari di Jim Hall, Mike Stern, Mick Goodrick, Peter Bernstein, Jerry Bergonzi, John Stowell, Umberto Fiorentino e Rory Stuart. Ha suonato con Bob Moses, Matthew J.Garrison, Jack Walrath, Steve Gut, Tony Scott, Cameron Brown, Claudio Roditi, Royce Campbell, Enrico Rava, Bruno Tommaso, Ares Tavolazzi, Marco Tamburini, Ron Odrich, Sandro Gibellini, Lanfranco Malaguti e ha collaborato con molti altri apprezzati jazzisti italiani. Ha collaborato con l’orchestra sinfonica Filarmonica di Udine e del Friuli V.G. e con la nota cantante Elisa (1995). Ha partecipato a numerose internazionali tra le quali il Festival Jazz di Vienne (Francia), Jazz Lent di Maribor, Gong Festival di Nova Gorica e Kranskyj Poletni Jazz di Kranj (Slovenia), L’Aquila e il Drago (Barcellona, Spagna), Jazz Point Linz al Musikpavillon, Snowjazz Gastein (Austria), Fiemme Ski Jazz, Musicultura (Italia). Collabora con la rivista specializzata Axe. Ha all’attivo 6 Cd a suo nome.
FULVIO VARDABASSO – Musicista attivo sulla scena jazzistica regionale e nella vicina Slovenia dalla fine degli anni ’80 con molteplici progetti. Ha svolto anche attività didattica presso alcune scuola di musica a Trieste. Ha suonato, tra gli altri, con Gianni Basso, Joe Diorio, Steve Gut, Bosko Petrovic, Steven Bernstein, Kyle Gregory, Marc Abrams. Da alcuni anni collabora anche con l’orchestra TEJO (Trieste Early Jazz Orchestra).

16 gennaio
Frizzi Comini Tonazzi
l trio più disobbediente del Friuli presenta “Mestieri”, l’ultima fatica discografica.
Ecco come i tre artisti raccontano perché hanno deciso di approfondire il tema dei mestieri: «Le cose nascono naturalmente, poi acquistano un loro significato, prendono forma – affermano –. Saper costruire, saper aggiustare, montare, smontare, far funzionare, saper usare le mani nel modo giusto per ottenere il risultato voluto, oltre a permetterci di guadagnare da vivere, ci dà soddisfazione e maggior stima di noi stessi. E’ il ritorno alla concretezza, alle cose semplici, ai valori che ci fanno sentire in armonia con il nostro io, con gli altri e con la natura».Ne è nata una raccolta di 12 brani dedicata ai mestieri, attraverso la quale FCT vogliono lanciare un messaggio preciso: in una società dove gli strumenti astratti della finanza sembrano soffocarci, saper usare le mani, saper fare è ancora il miglior modo di pensare. «Dopotutto – concludono – lo diceva pure Kant: la mano è la finestra sulla mente».

23 gennaio
Elena Pontini e Alessio de Franzoni e la poetessa MARINA GIOVANNELLI
Elena Pontini, voce e Alessio de Franzoni, pianoforte e fisarmonica, collaborano musicalmente da più di un decennio, dando vita a numerosi spettacoli musicali e concerti, sempre alla ricerca di repertori e sonorità diverse. Vincitori di vari concorsi, si esibiscono in repertori sia classici che leggeri, e da sempre amano presentare nei loro concerti, le arie tratte dal repertorio dell’Operetta, e le canzoni napoletane, interpretando e arrangiando questo repertorio alla ricerca di un sound e di uno stile molto “personale”.

30 gennaio
I Salici
Presentazione del CD SOWING LIGHT
I SALICI nascono nel 2009 dall’incontro di sonorità psichedeliche (Strussiat, Fumis Paulin) con la musica medioevale del 1200 (Stafuza), musica che ancora oggi anima molti momenti delle performance live. Nel 2010 i Salici realizzano il primo EP come colonna sonora del documentario di AESON a cura di Alfio Di Lena. Nel 2012, dopo un periodo di sperimentazioni live nutrito da fasi di ricerca in studio, pubblicano Nowhere better Than This place, Somewhere better than this place”, co-prodotto con Marco Beltramini, ricevendo entusiastici riscontri da parte di critica e pubblico. L’attività dal vivo della band si è intensificata, portandola ad esibirsi in contesti prestigiosi quali Folkest, Imola in musica, Hysteria festival, Festintenda (come spalla per gli Ozric Tentacles), Pietrasonica..

6 febbraio
Gabriella Gabrielli & Border Trio e il poeta FRANCESCO TOMADA
Gabriella Gabrielli dal 1994 è voce dei goriziani Zuf de Žur, gruppo storico del folk del nord est. Il loro progetto musicale si rifà alla cultura mitteleuropea del territorio, con l’intento di fondere ed esprimere al meglio la multietnicità di queste terre. Coi Zuf de Žur ha effettuato numerosi concerti in Italia e all’estero (Austria, Slovenia, Svizzera, Ungheria, Croazia, Belgio, Germania, Francia). Dal 2012 canta con Il Border Trio è composto da tre musicisti che provengono dalle diverse aree culturali e musicali del territorio: Maurizio Veraldi, organettista goriziano, già fondatore del gruppo Zuf de Žur, negli anni collabora con il musicista triestino Alfredo Lacosegliaz all’interno dell’Orchestra di Poesia del Friuli Venezia Giulia. Nel 2010 fonda il gruppo i Benandanti, che propone una miscellanea di musiche di varie parti di Europa. Diego Todesco, chitarrista e compositore friulano, studia chitarra, armonia e musica elettronica applicata presso i conservatori di Padova, Udine e Rovigo, parallelamente approfondisce lo strumento e la composizione anche in ambito pop, jazz ed etnico, cominciando così un originale percorso artistico trasversale ai diversi generi musicali. Collabora in studio e live con diversi progetti, quasi sempre nella duplice veste di chitarrista e arrangiatore, ha composto musica per film, teatro, danza, poesia e documentari. Saso Debelec, polistrumentista sloveno, suona in diversi gruppi sloveni, austriaci e italiani.

13 febbraio
Max Navarro & American Idols e la poetessa CRISTINA MICELLI
Gli AMERICAN IDOLS sono un duo acustico che ripropone i grandi successi del rock americano passando in rassegna tutti i grandi del rock statunitense: da Bob Dylan a Bruce Springsteen, da Chuck Berry a Bon Jovi e Neil Young. Durante la serata il pubblico verrà coinvolto in un viaggio lungo le strade musicali del nord-america.

20 febbraio
FLAMENCO SKETCHES POESIA e la poetessa CHIARA CATAPANO
Flamenco Sketches è un duo di chitarre formato da Denis Biason-chitarra flamenco, Paolo dal Sacco-chitarra acustica. Flamenco Sketches è un duo di chitarre formato da Denis Biason-chitarra flamenco, Paolo dal Sacco-chitarra acustica. Per molto tempo anche con l’ausilio di percussioni con musicisti quali Andrea Michelutti, U T Gandi, Ermes Ghirardini. Denis e Paolo collaborano dal 1989 (Stato di Naon 90/91).
Flamenco Sketches è il titolo di un brano nel disco Kind of Blue di Miles Davis, e frammenti, sprazzi, schizzi di sonorità “spagnoleggianti” riecheggianno nella gran parte del concerto, che vede rivisitati brani di P. de Lucia, A. Di Meola, C. Corea, P. Metheny, D. Ellington ,J. Rodrigo, M. Ravel. sotto forma di improvvisazini melodiche ritmiche e sperimentazione dei suoni peculiari dei due strumenti acustici.

27 febbraio
Illogica allegria, Marco Andreoni interpreta Gaber
Illogica Allegria, considerata la canzone perfetta di Gaber, non a caso da il titolo a questo spettacolo. Infatti è una illogica allegria quella che oggi ci scorre sul viso, consapevoli che “la vita non muore per le guerre o per le acque inquinate del mare” ma per “la mancanza di una nuova coscienza, una vera coscienza che è la sola ragione della fine di qualsiasi civiltà”. In un marasma di contraddizioni, che giustifichiamo con la scusa della sopravvivenza, stiamo diventando sempre “più egoisti e più volgari” facendo diventare “morale tutto ciò che ci conviene…praticamente un affare”… Ecco allora che, intimamente consapevoli di questo, a volte ” può bastare un niente, forse un piccolo bagliore, un aria già vissuta un paesaggio o che ne so“ e quindi illogicamente stare bene ”come uno quando sogna, non lo so se mi conviene, ma sto bene, che vergogna“. Illogica Allegria un piccolo bagliore per viaggiare un po dentro se stessi e simpaticamente ”Smascherare la nostra falsa coscienza“ con prosa e canzoni che, purtroppo, potrebbero essere state scritte la settimana scorsa da un Gaber che non ha mai giudicato ma ha semplicemente cominciato da se stesso e dalle sue contraddizioni. Marco Andreoni.

6 marzo
Tryo Yerba e la poetessa LUIGINA LORENZINI
Proyecto musical y cultural del patrimonio iberoamericano
Eleonora Sensidoni: Voce, Bombo, Cajón, Maracas, Claves, Colori ritmici
Fredy Cappellini: Chitarra, Voce, Charango, Cuatro venezolano, laúd cubano
Alessandro Morassutti: Chitarra, Tiple colombiano, Cori
Fabio Moreale: Contrabbasso, Guitarrón mexicano, Colori ritmici, Cori
Il cuarteto di musicisti propone una personale interpretazione di brani che appartengono al vasto repertorio della tradizione musicale e d’autore latinoamericana. Stili musicali come chacarera, milonga, cueca, zamba e son cubano, son huasteco e landó, possiedono la straordinaria capacità evocativa di tradurre in musica stati d’animo ed emozioni intime collettive. Vere e proprie poesie musicate, le canzoni proposte nascono dall’immaginazione dei più grandi autori d’oltreoceano dei paesi sudamericani ispanofoni. Come un colibrí, i quattro musicisti sorvolano Argentina, Cuba, Venezuela, Colombia, Messico omaggiando alcune delle più grandi opere di Atahualpa Yupanqui, Simón Díaz, Pablo Milanés, Silvio Rodríguez. Tryo Yerba ha pubblicato nel marzo 2012 un album dal titolo “El vuelo del colibrí” e si sta dedicando ad una nuova pubblicazione musicale.

13 marzo
IRIETION QUARTET JAZZ e il poeta ROBY FERRARI
Mirko Cisilino – Tromba, Emanuele Filippi – Pianoforte, Roberto Amadeo – Contrabbasso e Marco D’Orlando Magic – Batteria
“Irietion” è lo stato di calma della mente che permette al musicista di far scorrere la musica in modo naturale trasportando forte energia. Il repertorio consiste di brani jazz di vari autori (Bill Evans, Duke Ellington, Charles Mingus) uniti a improvvisazioni libere e a temi originali.

20 marzo
Cunchy Candies
Un tuffo a ritroso nel tempo, tra atmosfere musicali degli anni ’30 ’40 e ’50 con brani italiani e internazionali. Questo è ciò che mettono in scena “The Crunchy Candies” – “Le Caramelle Croccanti”, sestetto composto da una sezione ritmica di chitarra (Mr. Al), contrabbasso (Mr. Matthew) e batteria (Mr. Cris), che vede come protagoniste indiscusse le tre voci femminili di Marion, Claire e Julie. Il progetto nasce dal desiderio di promuovere e non far quindi cadere nel dimenticatoio, quelle canzoni e quelle musiche di 60, 70 e oltre anni or sono e che hanno dato inizio a quella che oggi viene ricordata come l’epopea della radio. Ispirati principalmente dallo swing, dal boogie woogie, dalla beguine e dalle marmellate jazzisticamente sporcate, l’innamoramento per le musiche di quegli anni ormai lontani, è avvenuto grazie all’ascolto di trii femminili, big band e solisti dell’epoca. “The Crunchy Candies”, si divertono a proporre anche canzoni internazionali più o meno famose, di più recente produzione e riarrangiate secondo gli schemi musicali tipici del loro sound. L’ascoltatore si trova quindi a intraprendere un percorso musicale che da brani che hanno fatto la storia della musica di un’epoca che fu, lo fanno arrivare fino ad un mondo di hit da classifica molto più recenti. Nel maggio 2011 la band ha dato alle stampe il suo primo Cd intitolato “Sipario!” contenente 16 brani e nel dicembre 2012 un Ep contenente quattro canzoni il cui titolo è “Ultimissime!”

27 marzo
NATALIA COLOMPAR & CALATORUL BAND e il poeta MAURIZIO MATTIUZZA
Natalia Colompar – Voce, Margherita Crisetig – Back-vocals e Sax, Alessandro Scolz – Tastiere, Paolo Cristofoli – Chitarra elettrica, Alessio Benedetti – Batteria, Constantin Gavriliu – Sax e Clarinetto, Riccardo Casanova – Basso elettrico, Catalin Gavriliu – Rap, Roberto Lugli percussioni – Il gruppo formato da artisti professionisti italiani e romeni. Propone brani inediti, il cui compositore è il padre di Natalia Colompar, Andrei Colompar, uno dei più importanti pianisti e compositori jazz e blues della Romania. Le sonorità e lo stile della band cercano una fusione tra jazz, pop e musica etnica romena e balcanica. Hanno già partecipato a diversi eventi nella regione Friuli Venezia Giulia, Italia, (Festival delle Culture, Udine, 2014; Udin Music in Vore, 2014; Giardini e Corti in Musica a Cividale, 2013).

10 aprile
CLAUDIO COJANIZ
Presentazione del CD: STRIDE VOL.1
Ottavo lavoro del pianista friulano per Caligola, «Stride Vol. 1» segna anche il ritorno all’amata formula del piano–solo, sette anni dopo «Intermission riff» Insolitamente riflessivo, per certi versi introverso, il nuovo album di Claudio Cojaniz stupirà anche i suoi più fedeli estimatori. Sorprenderà sia per il già citato clima generale, sia per la sempre minore presenza di brani monkiani che per l’inconsueta scelta del repertorio. Se il piano–solo del 2000 era interamente dedicato a Monk, in «Stride Vol. 1» le sue composizioni si riducono addirittura a tre. All’amata Crepuscole with Nellie si aggiungono la meno nota Ugly beauty e l’ennesima ripresa di ‘Round Midnight (si rivela interessante il confronto fra questa interpretazione, più intima e crepuscolare, e quella presente in «Intermission riff»). Sorprendente è soprattutto il brano scelto per l’apertura, In a mist, capolavoro di Bix Beiderbecke pressoché dimenticato dai pianisti moderni, a cui questa versione di Cojaniz restituirà certamente attenzione. Se il brano di Bix è un inevitabile richiamo allo “stride” del titolo, non possono sorprendere né Malaika, ennesimo atto d’amore verso l’Africa, né l’originale interpretazione in chiave blues di Goodbye pork pie hat. Colpiscono di più invece una rilassata rivisitazione di I remember Clifford, la riscoperta del poco eseguito Theme for Ernie ma soprattutto una struggente When I fall in love, questa sì davvero sorprendente. L’arrivederci, quanto mai dolce, ci viene dato dall’unica sua composizione, Erika. Si chiude così, nel migliore dei modi, un disco che conferma Claudio Cojaniz pianista di punta del panorama jazzistico europeo. (Leonhard J.Pearce)

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