Topolò, tra magia e realtà


rid_TopoloSali e scendi. Sali. E scendi. di Laura Corcia
Topolò potrebbe essere il set di un film fantasy così come l’ambientazione giusta per un romanzo in cui realtà e magia si fiatano addosso come due animali. Arrivare sul cucuzzolo della collina, dopo aver attraversato la natura selvaggia di quei luoghi (alberi tra cui spuntano torrenti, zone verdissime dove gli insediamenti umani sono rarefatti) significa percorrere un cammino che potenzialmente possiede il valore iniziatico di un’entrata: di un accesso. Scriveva Machiavelli a Francesco Vettori: “Venuta la sera, mi ritorno a casa ed entro nel mio scrittoio; e in sull’uscio mi spoglio quella veste cotidiana, piena di fango e di loto, e mi metto panni reali e curiali; e rivestito condecentemente, entro nelle antique corti delli antiqui huomini, dove, da loro ricevuto amorevolmente, mi pasco di quel cibo che solum è mio e ch’io nacqui per lui; dove io non mi vergogno parlare con loro e domandarli della ragione delle loro azioni; e quelli per loro humanità mi rispondono; e non sento per quattro hore di tempo alcuna noia, sdimentico ogni affanno, non temo la povertà, non mi sbigottisce la morte: tutto mi transferisco in loro”. Sali e scendi. Qual silenzio, quelle stradine anguste, acciottolate, già ti trasportano altrove, in un posto dove la voce diventa più profonda, le parole, scontornate dal resto, isolate dal bla bla, dalle stupide guerre rivincite sfide corse verso il nulla, riacquistano in potenza creatrice, diventano il momento fondante (che non succede una volta per tutte, ma riaccade, sempre, per sempre).

Laura Di Corcia

Laura Di Corcia

Laura Di Corcia è stata a Topolò, in occasione del Festival itinerante internazionale di poesia. Ha letto dopo Maurizio Mattiuzza, Monika Lazar e David Bandelj. Ha raccolto l’energia delle loro parole e ci ha aggiunto la propria. C’è stato chi si è commosso. Un bambino piangiucchiava, un cane abbaiava.
Dopo, durante la cena, si è discusso sul tema del male. È connaturato all’uomo o quest’ultimo sarebbe buono, se la società fosse più giusta?
Scendi e scendi, giù dalla stradina, col paesino che sembra lo stesso, nel cuore degli Appennini, dove i tuoi nonni diedero alla luce tua madre. Un libro tra le mani di poesie, il cuore che risuona quelle voci, profondissime: come se fosse stato il bosco stesso, a parlare.

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Un pensiero su “Topolò, tra magia e realtà

  1. Bellissima iniziativa. Grazie per i vari articoli che mi permettono di seguirvi. Piacerebbe anche a me partecipare ma ho tempi ristretti e spesso a Venezia. Grazie ancora
    Gilberto Gasparini

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