Tito, Tarcento e la Poesia


foto di Danilo De Marco

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Tarcento, uno dei luoghi friulani più amati da Tito, giovedì 13 settembre ha regalato a lui e a noi che eravamo presenti una serata perfetta, frutto dell’iniziativa di Culturaglobale, che non è un’astrazione ma vive nella persona e per l’ostinazione di Renzo Furlano che insieme a Giovanni Fierro e Francesco Tomada organizza quel prodigio di poesia dal vivo che è il Festival itinerante internazionale Acque di acqua. C’era bisogno dell’accoglienza del Comune, ed è stata messa a disposizione Villa Moretti, si è attivato il CICT, era necessario che un interprete introducesse alla complessità della figura di Tito e generosamente il Prof. Luigi Reitani ha prestato la sua fine competenza critica, ma anche la forza comunicativa del suo convinto apprezzamento del lavoro del poeta, scrittore, saggista, artista che Tito è stato, per rendere il disegno complessivo della sua opera più chiaro al pubblico.
E ci sono state le voci dei poeti Francesco Tomada, Michele Obit, Giovanni Fierro, Renzo Furlano. Con affetto, con la cura che si ha di ciò che non è nostro ma pure ci appartiene, questi poeti hanno letto i versi di Tito imprimendo loro vita nuova, ricreata dalla personale sensibilità, mostrando come i segni tracciati un giorno non possano restare solo chiusi in un libro ma debbano continuare a far vibrare la mente e il cuore. Ho sentito – e spero tutti con me – le parole di Tito confermate nella loro vitalità, avviate alla permanenza.
Ai bei tempi Tito raggiungeva Tarcento in motorino (non ha mai avuto auto) per incontrare l’amico Ceschia, ma qui anche altri erano suoi interlocutori, Anzil, Giancarlo, Bruna, Tonino, tutti, tranne l’ultimo, scomparsi ormai ma presenti come lui e insieme a lui nella memoria storica del luogo, e bene è stato che l’accompagnamento musicale della serata fosse affidato alla fisarmonica di Massimo Pividori, che ha restituito nei suoi toni scabri e provocatori il clima acceso di tensione artistica e civile che caratterizzò i decenni passati e il particolare tipo di amicizia che legava questi artisti che sento di dover ricordare insieme a Tito.
Credo che tutto questo sia stato percepito, compreso, spero che ci siano forze sufficienti per continuare su questa linea.
Alla fine un brindisi ideale è andato alla felicità dell’incontro.
Marina Giovannelli

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